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  • : Luogo non luogo per lasciare impressioni, pensieri, emozioni.Per scambiare progetti, opinioni, sogni. Per immaginare quel mondo fantastico che ognuno si porta nel cuore.Talesa è un libro, ma anche un modo come un altro per farmi conoscere non solo come scrittrice, esordiente e ancora non conosciuta, ma anche come persona. Benvenuti a tutti quelli che passeranno di qui!!!
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Wednesday 18 april 2012 3 18 /04 /Apr /2012 16:03

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Come nasce un libro? 

Innanzitutto, ci deve essere una storia. Puoi essere un bravissimo scrittore, puoi conoscere benissimo la grammatica e l'italiano, puoi essere il cocco della tua maestra d'italiano, ma se non hai una storia in testa, non andrai tanto avanti...

Non mi fa paura la pagina bianca. Se ho una trama da costruire, i fili si formano da soli fra le mie dita, la penna è troppo lenta per seguire i pensieri. Ma ce la fa, sempre. 

Se hai una storia in testa, e con storia intendo un inizio, una fine, e tutto (o quasi) quello che c'è nel mezzo, non c'è crisi creativa che tenga. E vedrai accadere un miracolo: la storia, la tua storia, quella che conosci solo tu e che ti appresti a condividere prima con te stessa e poi, solo in seguito, con altri da te, si moltiplicherà senza alcun sforzo: nasceranno nuovi personaggi, sognerai nuove scene.

Non ho consigli specifici da dare: non sono una scrittrice professionista. 

Posso solo dire che quando dai il la ad una storia, l'emozione che provi è grandissima: dentro di te scatta qualcosa, e quel qualcosa ti dice che è arrivato il momento di inziare a scrvere, semplicemente. E' una forza più grande di te, che ti spinge, ti sprona. 

Una cosa è fondamentale: devi scrivere per te stesso, non per il plauso degli altri. Scrivere una storia, sia essa libro o racconto, è un dono che fai a te stesso, è un piacere tuo e tuo soltanto. Non lo fai per il successo, ma per la gioia che provi per te stesso. Per orgoglio. Perchè ti rilassa. Perchè ti fa vivere in un mondo parallelo che solo tu conosci.

Ovviamente, devi avere alcune prerogative: conoscere la grammatica, leggere tanto, perchè non esiste scrittore valido che non abbia letto almeno qualche centinaio di libri nella sua vita e da ognuno di essi non abbia potuto apprendere qualcosa di nuovo, avere un proprio stile, che non si costruisce mai ma fa parte del bagaglio culturale di una persona, e amare scrivere soltanto per il piacere di farlo.

La fantasia? La creatività? Arriveranno. E quel giorno, ti spalancherà un mondo nuovo!

Buona scrittura a tutti!

Di talesa
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Commenti

In alcune cose mi trovo d'accordo, in altre un po' meno. La tesi che la storia deve emergere come uno spontaneo flusso continuo e che si debba scrivere solo per se stessi, sono a mio avviso le due tesi "mostro", quelle che producono un oceano di porcheria editoriale da parte di migliaia di "presunti" scrittori e poeti... La storia è essenziale, è ovvio, ma non basta da sola. Una storia deve avere un'architettura narrativa forte e ragionata, su cui impiegare tanto tempo. Una storia dovrebbe anche avere un po' di italiano, ovvero una sintassi perfettamente corretta e il sacrificio di rivedere parola su parola, per evitare ripetizioni, refusi, strafalcioni. E tutto ciò non lo fai se scrivi solo per te stesso...
Commento n°1 inviato da Alessandro Vizzino il 29/04/2012 alle 15h06

Ciao Alessandro e grazie per aver lasciato il tuo commento. Credo però che ci siamo fraintesi. Allora, la mia riflessione concerneva soltanto la creazione di una storia, di una trama, non certo la fase successiva di elaborazione di un testo, sia esso un racconto o un romanzo. Ho pubblicato delle cose, e so cosa vuol dire fare tardi la notte per correggere le bozze perchè l'editore dà delle scadenze da rispettare. Ho il culto di un editing perfetto, e sono fautrice dell'italiano perfetto e grammaticalmente corretto sempre. Ma non volevo puntare l'attenzione su questo aspetto! Si è trattato di una riflessione estemporanea, perchè sto lavorando al mio nuovo libro, dove in effetti la trama è nata molto 'di pancia', per usare un'espressione da reality. E di certo devi agire istintivamente, solo all'inizio. Se vai a leggere il mio umile intervento sugli schemi da utilizzare per non cadere in contraddizione, per non decontestualizzare il testo nella sua interezza capisci meglio quello che voglio dire e quello a cui dò importanza. L'elaborazione finale di un testo, che per molti versi è un sacrificio enorme perchè serve anche a metterti in discussione, è su tutto un altro piano, e l'ho ben presente. Ci vuole un flusso spontaneo all'inizio, che ti dia la carica per andare avanti e creare, alla fine qualcosa. Altrimenti tutto si inaridisce. Che poi esca fuori un bel lavoro da subito, quello è dovuto al talento dell'autore e alla sua preparazione, entrambi aspetti imprescindibili nell'attività di scrittura. E comunque poss dirti che anche quando scrivi per te stesso, impari ad usare quel rigore che caratterizza anche la scrittura elevata alla sfera pubblica. Io scrivo per me, cioè senza la presunzione di avere poi il cosiddetto successo. Ma ti assicuro che comunque è molto di più il lavoro nascosto che quello che poi emerge dalle righe. Considera anche che io non mi ritengo comunque una scrittrice di professione, magari! Mi piace però condividere certi suggerimenti che possono essere utili a chi si avvicina per la prima volta alla scrittura. Non pretendo di dare lezioni di scrittura creativa e questo non è un blog nato per questa scopo. 

Se vuoi avere più chiaro il mio punto di vista, e prima di parlare di porcherie editoriali leggi il mio articolo di un pò di tempo fa, Lezione semiseria, che molte persone hanno apprezzato. Ti accorgerai da lì qual è il mio pensiero, e, soprattutto la mia serietà. Le tue osservazioni sono giustissime, ma, direi, sottintese per chi si avvicina alla scrittura con la voglia di fare qualcosa di buono per sè e, chissà, anche per gli altri.

Un saluto e grazie ancora del tuo intervento!

Risposta di Sara Cespoli il 30/04/2012 alle 09h06
Grazie a te, Sara, per la risposta. È evidente che parlando di "porcherie editoriali" non mi riferivo di certo a te. Della tua produzione non ho ancora letto nulla, ma dal tono della tua replica non ho difficoltà a considerare i tuoi scritti di ottima fattura, poiché emersi da un attento lavoro (professionale) di revisione e critica preventiva. Mi riferivo all'80% dell'editoria emergente, al cui interno si trovano anche cose sopraffine (come le tue e, forse, le mie), ma che spariscono nel mezzo di opere buttate giù con i piedi, senza il minimo talento e, prima ancora, cosa più grave di tutte, senza l'importantissimo processo di rilettura e correzione che anche tu descrivevi. Potrei farti degli esempi, ma non credo sia carino e ritengo tu abbia ben compreso ciò che volessi dire. Ti ringrazio di avermi accolto nel tuo blog e ti invito a visitare il mio (www.alessandrovizzino.it). Ti faccio i miei più sinceri in bocca al lupo per tutto. AV
Commento n°2 inviato da Alessandro Vizzino il 30/04/2012 alle 10h49

Ciao di nuovo Alessandro. Guarda che sono certa che non ti riferivi a me, semplicemente volevo difendere l'intera categoria di scrittori emergenti che, come dici, spariscono nei meandri della editoria fai da te, più che altro! Ci sono talmente tanti modi per autopubblicarsi su internet, oggi giorno, che davvero la qualità spesso va a scomparire! non ci resta che resistere e continuare il nostro lavoro con serenità e serietà. Sai, sono convinta, anche se magari sarà un luogo comune, che il talento paga sempre, prima o poi. Un saluto! Visito subito il tuo sito, e se non ti dispiace, lo segnalo nelle mie pagine amiche. Mi piace poter scambiare qualche opinione con persone serie e competenti come te! Ciao.

Risposta di Sara Cespoli il 30/04/2012 alle 18h12

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